Customer Experience: la tua strategia incontra davvero le esigenze dei clienti?

Fonte notizia: Crmwebnews

Una customer experience ottimale è il risultato di un processo in continuo divenire e suscettibile ai cambiamenti del mercato e nelle abitudini dei consumatori. Le aziende ne sono sempre più consapevoli e proprio per questo stanno implementando nuove strategie per garantire un’eccellente customer experience e al tempo stesso un ottimo ROI  e una loyalty duratura.
Tuttavia molto spesso le strategie adottate non coincidono con le reali esigenze dei clienti. Un recente studio di Teletech (“The Teletech 2015 Customer Experience Benchmark Research Report“) individua i gap da colmare  e gli elementi che i consumatori ritengono invece prioritari per migliorare l’experience e su cui le aziende dovrebbero investire per rispondere in modo efficace alle aspettative dei clienti e quindi realizzare i propri obiettivi di business.
Il primo gap individuato riguarda il mobile: mentre le aziende stanno sempre più concentrando gli investimenti sulle tecnologie mobile, per il 60% degli intervistati la priorità è investire nella formazione del personale per migliorare la “first call resolution” e ridurre i tempi di attesa.
Inoltre mentre per i consumatori è preferibile risolvere i problemi tramite telefono, migliorare l’integrazione dei canali e garantire un ottimo customer engagement attraverso live chat, per le aziende invece è prioritario migliorare l’attività sui social media al fine di coinvolgere maggiormente i consumatori e creare mobile app user-friendly per un accesso più semplice. In altri termini i consumatori preferiscono che le aziende migliorino i canali tradizionali come telefono, live chat e mail piuttosto che mobile e social: è evidente che al momento aziende e potenziali clienti stanno viaggiando su due binari paralleli.
Ma come mai i social e gli altri canali digital non riescono a fare breccia tra i consumatori? Per il 72% degli intervistati parlare direttamente con un operatore è la soluzione migliore quando il tempo è poco e il problema da risolvere si presenta complesso.
Un altro passo importante da fare è quello di personalizzare la comunicazione con un approccio diverso in base alla tipologia di consumatore e alle sue esigenze. Lo studio infatti divide i consumatori in quattro categorie in base alle loro preferenze riguardo i canali di contatto: i “voice-averse” rappresentano il 21% e sono quelli che non gradiscono un contatto tramite voce, i “mobile centric” rappresentano il 13% e sono quelli che preferiscono interagire attraverso i dispositivi mobile, i “cooperative” rappresentano il 41% e sono quelli disposti a condividere informazioni e a spendere di più in vista di una migliore experience, infine gli “impatient” che rappresentano il 25% e sono quelli che ritengono di impiegare troppo tempo nella risoluzione di problematiche.

Ma, come emerge dai risultati dello studio, anche la strategia va diversificata in base al settore di riferimento: ad esempio nel settore banking e automotive i consumatori preferiscono parlare direttamente con un operatore, mentre nel settore retail il fattore discriminante è il prezzo.

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Facebook nel futuro: bot, realtà aumentata e non solo…

 

Fonte notizia: Digital4

Mark Zuckerberg nel corso di F8, la conferenza degli sviluppatori del social network più usato al mondo svoltasi di recente a San Francisco, ha delineato la strategia di Facebook per i prossimi 10 anni.
La novità più rilevante è chatbot, un’intelligenza artificiale che sarà collegata a Messenger e consentirà di ricevere messaggi di aziende, contenuti per abbonati ad aggiornamenti su meteo e traffico, fino a messaggi più personalizzati come fatture o notifiche sulla spedizione di merci.
Con chatbot potrebbe essere davvero finita l’era delle ricerche in rete e di Google? Non ci sono dubbi che se questa soluzione – forte dei 900 milioni utenti al giorno di Messenger – dovesse realmente imporsi il predominio di Google potrebbe cominciare seriamente a scricchiolare.

Chatbot non è l’unica novità che Zuckerberg ha anticipato a San Francisco: Facebook Live, il servizio di video streaming lanciato di recente, sarà arricchito da una nuova possibilità: i video live potranno essere trasmessi non più soltanto dallo smartphone ma da tutti i dispositivi, videocamere e droni compresi.
Ma il passo più importante verso il futuro riguarda la realtà virtuale e aumentata: Zuckerberg ci crede davvero e non è certo un caso la recente acquisizione di Oculus Rift, lo schermo per la realtà virtuale che si indossa sul viso.
La tecnologia rappresenta un settore su cui Facebook vuole davvero scommettere: una conferma a ciò arriva dalla nomina di Regina Dugan a capo di Building 8, il team dedicato alla creazione di prodotti hardware e allo sviluppo di nuove soluzioni dedicate alla connettività. Una mossa astuta se si pensa che prima Dugan lavorava a Google guidando il gruppo specializzato nelle tecnologie avanzate.
È sempre più evidente che la definizione “social network” a Facebook comincia a stare davvero stretta, da qui i tentativi di estendere il proprio raggio d’azione verso altri ambiti e la voglia di esplorare nuove possibilità.
A Mountain View le certezze cominciano a vacillare: all’orizzonte c’è un rivale scomodo e sempre più agguerrito.

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Social media selling: come costruire una campagna di inbound marketing efficace sui social

 

Fonte notizia: Digital4

Per inbound  marketing intendiamo una tecnica di marketing in cui non è più l’azienda a veicolare i messaggi indirizzati al proprio audience ma sono proprio i potenziali clienti a scoprire l’azienda dall’esterno.  Il cliente viene insomma conquistato attraverso contenuti utili e interessanti in ossequio ai principi del “permission marketing” per cui è l’azienda a dover, in maniera graduale e non invasiva, ottenere dal consumatore il permesso di comunicare con lui.
Questo approccio è reso possibile anche dalla diffusione sempre più capillare dei social network che di fatto consentono alle imprese di avere un contatto più individuale e immediato con il proprio target. Tuttavia l’enorme potenziale dei social va gestito con attenzione senza mai dimenticare che l’obiettivo ultimo di qualsiasi attività è sempre vendere,  evitando così il rischio di produrre messaggi che attirino valanghe di follower e like ma con zero ricadute sul fatturato.
Vediamo quindi alcuni utili accorgimenti per pianificare una strategia efficace di social media selling.

Nel vademecum per i social le parole chiave sono 3: Target, messaggi e comportamenti. Target: devo sapere a chi mi rivolgo e dove posso trovarlo. Messaggio: devo sapere quali contenuti voglio promuovere. Comportamenti: devo sapere quali reazioni voglio ottenere dal mio target.
Qualsiasi campagna, per essere coinvolgente, deve rivolgersi ad un pubblico ben definito…ma come rintracciarlo?  Google Analytics, in questo senso, ci offre un valido aiuto perché – come sostiene il social media advisor Leonardo Bellini – «permette di avere una vista immediata delle piattaforme social sulle quali sono presenti gli utenti che hanno visitato di recente il nostro sito web convogliando solo su quelle le attività di comunicazione e promozione, senza disperdere le risorse ma procedendo per interazioni successive».

Ma come accade nel marketing tradizionale anche nel social media marketing è la coerenza il valore aggiunto: è importante che tutti i post, i tweet e le condivisioni di contenuti rimandino ai valori e all’immagine aziendale. Non bisogna cadere nel tranello di voler condividere o postare tanti contenuti in modo confusionario con l’obiettivo – peraltro inutile – di accumulare like che in finale non determinano nessuna vendita.
Per attrarre nuovi follower è importante andare al di là del “copia/incolla” del profilo aziendale sull’account social: una strategia efficace prevede invece la creazione di contenuti divertenti e creativi, capaci di coinvolgere e generare interesse, il cosiddetto “social engagement”. Ogni post deve linkare al sito web aziendale in modo da orientare il traffico dei visitatori del social network verso il proprio portale istituzionale.

Per creare contenuti davvero a misura del proprio target può essere molto utile consultare gli strumenti di analytics disponibili gratuitamente su tutte le principali piattaforme social (Facebook, Twitter, Linkedin e Youtube) che permettono di segmentare il pubblico in base a criteri geografici, anagrafici, interessi/hobby e device utilizzato per connettersi alla rete.

Ma come scegliere il social più adatto per il proprio business? La scelta ottimale sarebbe quella di mixare la comunicazione su più social a patto però di non fermarsi al copia/incolla e differenziare con cura i contenuti proposti.

Tuttavia per ogni azienda c’è un ipotetico social d’elezione: Facebook – come sostiene lo stesso Bellini – è il social più indicato per un’azienda locale che ha un punto vendita o uno spazio di contatto con il pubblico, come ad esempio una palestra o un negozio. In particolare se la vendita è al dettaglio e i prodotti/servizi trattati sono unici, divertenti, di tendenza e dal forte impatto emozionale.
Linkedin invece è il social giusto per chi opera nel B2B e desidera rivolgersi ad un pubblico specializzato di professionisti, magari tramite contenuti specifici come analisi di mercato o statistiche.
Twitter è il canale per chi vuole essere sempre aggiornato in tempo reale sui propri interessi e hobby ed è quindi il social più adatto per comunicare con gli appassionati di uno specifico argomento, selezionando con particolare attenzione gli hashtag che su questo social fanno davvero la differenza.
Strumenti on line come Hashtracking o Twitonomy si rivelano particolarmente utili per scoprire gli hashtag più utilizzati dai cosiddetti “influencer”,  i profili maggiormente seguiti su twitter.
Instagram e Pinterest, infine, sono i social delle immagini e pertanto rappresentano la scelta più indicata per le aziende del settore design e moda.

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Content marketing: la strategia vincente passa per i video

Fonte notizia:Crmwebnews

I video riscuotono maggiore successo sui social e sui blog rispetto agli altri contenuti: è sempre più evidente la loro presenza nelle scelte di condivisione degli utenti e inoltre la sensazione positiva di un utente in seguito alla visione di un video ne può influenzare in modo determinante anche le decisioni di acquisto in relazione a un particolare prodotto.
Gli ultimi studi e i dati statistici confermano l’efficacia dei video per favorire il customer engagement e generare nuovi lead. Le aziende non sono rimaste indifferenti a questo trend e sono sempre più propense ad affidare proprio ai video i loro messaggi promozionali: non più soltanto la replica di uno spot ma il video come strumento di presentazione di un prodotto/servizio, di formazione e di tutorial per gli utenti.
L’infografica di Explainify.com elenca le motivazioni per cui i video sono indispensabili per raggiungere gli obiettivi di business, a tal punto che una strategia di content marketing che da essi prescinda non possa che ritenersi incompleta:

  • Dalle previsioni di Cisco il traffico internet relativo ai video aumenterà vertiginosamente: dal 64% del 2014 all’80% del 2019;
  • Un’azienda che include nella propria pagina web un video ha 53 volte in più la possibilità di comparire nelle SERP di Google;
  • Il 71% dei marketer ci crede fermamente: i video aumentano il tasso di conversioni più di qualsiasi altro contenuto di marketing;
  • I video, come emerge da molti studi, sono in grado di garantire un migliore apprendimento e generare sensazioni positive e proprio per questo acquisiscono una posizione di vantaggio rispetto ad altri contenuti come immagini e testo;
  • Per il 52% dei marketer il ROI migliore  arriva proprio dai video, il 76% di loro sta già pianificando di ricorrere ai video per promuovere campagne di brand awareness mentre il 92% dei marketer – in particolare nelle aziende B2B – proprio nel 2016 includerà i video nelle strategie di content marketing.
    È proprio il caso di dirlo: “video is the king“!

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Il customer service è sempre più social: Salesforce sceglie Twitter

Fonte notizia: Techweekeurope

I social network rappresentano ormai lo strumento prediletto dagli utenti per entrare in contatto con le aziende nel momento in cui hanno bisogno di ulteriori informazioni o per segnalare problemi e disservizi. Molti brand si sono presto adeguati creando dei veri e propri servizi di assistenza sui loro profili social e incrementando in tal modo la propria web reputation: da una recente ricerca è emerso, infatti, come il 90% degli intervistati sia più propenso ad acquistare da un brand dopo aver constatato che risponde bene ai feedback dei clienti ed è molto attivo sui social garantendo un livello di assistenza sempre costante.


In particolare Twitter, in virtù dei suoi caratteri di istantaneità e semplicità d’uso, è diventato per molti brand il canale social preferito per un servizio di Customer Care: è il caso di Salesforce che sta lavorando al progetto di inserire nella sua piattaforma alcune funzioni di Twitter per semplificare il social customer service.
La prima funzione è Customer Feedback: in seguito ad uno scambio di messaggi con un utente l’azienda può decidere di inviargli una richiesta privata di feedback come Direct Message direttamente dalla Salesforce Service Cloud. Un’opportunità che consentirebbe a Salesforce di ricevere con maggiori probabilità un feedback accurato e immediato anche considerando il fatto che l’interazione con il cliente viene mantenuta nello stesso canale e nello stesso limitato lasso di tempo. L’eventuale feedback ricevuto dal cliente rimane nella piattaforma di Salesforce e fa parte del materiale che verrà poi analizzato dal reparto che si occupa del marketing e del supporto ai clienti.
L’altra funzione di Twitter è rappresentata dai cosiddetti “Direct Message prompt” e offre la possibilità ad un’ azienda di inviare una richiesta di messaggio diretto a un cliente anche se questi non è tra i suoi follower. Un’opportunità molto utile qualora un’azienda abbia necessità di interagire privatamente con un cliente che non segue il profilo .
Customer Feedback e Direct Message prompt saranno resi disponibili gratuitamente da Salesforce nei prossimi mesi per gli utenti della Service Cloud che già usano il Social Customer Service.

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Social media marketing, i trend di successo nel 2016

Oltre 2 miliardi di persone nel mondo utilizzano quotidianamente i social media e oltre un miliardo sfrutta il mobile per fare social login. Un impatto sempre più potente nella vita delle persone e un territorio sconfinato di opportunità per il business delle piccole e grandi imprese che nel 2016 – se vorranno conquistarsi il successo – dovranno mettere in atto agguerrite strategie di social media marketing.

CJGDigitalmarketing ha individuato alcuni trend di social media marketing cui i marketer dovranno riferirsi per progettare attività efficaci e calare il proprio asso nella manica battendo i competitor sul campo delle idee migliori.

  • Acquisti via Social: gli utenti possono acquistare direttamente dalla piattaforma social senza effettuare il log off. Una funzionalità già attiva con il tasto “acquista” su Facebook, Twitter e Pinterest.
    Un canale in più per promuovere i prodotti/servizi aziendali.
  • Articoli e news sui social: Facebook (con l’applicazione “Facebook Instant Articles”), Twitter (con l’app “Moments”) e Google (con Accelerate Mobile Pages Project) si avvicinano sempre più al mondo delle news per permettere agli utenti di leggere le notizie direttamente sulle piattaforme social senza il rinvio a pagine esterne di altri siti web.
  • Foto e Video Streaming in real time: uno strumento in più a disposizione delle aziende per un “customer engagement” migliore. È la volta di nuovi social come Periscope e Meerkat che fanno dei video in streaming il proprio cavallo di battaglia e non sono i soli visto che anche i più collaudati Instagram e Snapchat offrono la possibilità di pubblicare video.
  • Motori di ricerca social: nonostante Google sia da tempo il re della ricerca organica, nel 2015 molti utenti hanno utilizzato proprio i social per cercare informazioni su prodotti e servizi.
    Un trend che nel 2016 continuerà a crescere tanto che Facebook sta già valutando nuove soluzioni per potenziare il proprio motore di ricerca.
  • Visibilità organica sui social: in arrivo nuovi investimenti da parte dei marketer e di conseguenza una più marcata competizione su questo fronte.
  • Sicurezza dei dati: la questione della privacy sui social network è sempre più rilevante per gli utenti e proprio per questo molte piattaforme social hanno migliorato alcune feature e stanno lanciando nuovi tool per garantire una protezione maggiore dei dati personali.

 

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fonte notizia: Crmwebnews

Innovativo o tradizionale: qual è il marketing vincente per le PMI?

Il digital marketing aumenta il fatturato delle PMI. È quanto emerge da un’indagine di Co. Mark, società bergamasca di consulenza professionale, su alcune piccole e medie imprese della subfornitura plastica con un fatturato medio attorno ai 25 milioni di euro. Le attività di marketing tradizionali, come ad esempio il passaparola e le fiere, hanno un impatto blando sul fatturato d’impresa, mentre invece le campagne pubblicitarie, soprattutto on line, l’e-mail marketing e il social media marketing possono contribuire ad oltre il 30% dei ricavi di un’azienda.
Il punto di partenza è ovviamente il sito web aziendale ma non deve essere considerato come una semplice vetrina on line: per Massimo Lentsch, presidente di Co.Mark, è essenziale curare il posizionamento del sito e assicurarsi che sia nella top list dei motori di ricerca nelle lingue dei mercati con cui l’azienda fa business.
La doppia versione italiano/inglese è importante ma non è sufficiente nel momento in cui, ad esempio, si volesse incrementare commesse o rapporti con un mercato straniero come quello finlandese. In questo caso – come Lentsch suggerisce – il sito aziendale dovrebbe essere ottimizzato in modo tale da essere tra i primi intercettati nel momento in cui arriva una richiesta sui motori di ricerca attraverso parole chiave in lingua finlandese.
Anche l’e-mail marketing può rivelarsi efficace per incrementare il volume d’affari, a patto però che le e-mail siano sintetiche, mirate (nel destinatario e nei contenuti), accattivanti a tal punto da dribblare lo spamming e garantire un elevato tasso di apertura.

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fonte notizia: Ilsole24ore

Il digital marketing che verrà. 7 possibili trend per il 2016

 

Il 2015 è stato l’anno del real-time marketing, la velocità è diventata il “must” delle aziende in una società sempre più connessa, il social networking ha continuato la sua ascesa, in particolare per Facebook che si è confermata come la piattaforma sociale preferita dagli utenti, a scapito del rivale di sempre, Twitter, che invece si è rivelato meno determinante. Il 2015 è stato anche l’anno delle Social Chat Application, in primis Whatsapp e Facebook Messenger, e del successo dei video nella comunicazione in contrapposizione alle immagini.
Proviamo adesso ad analizzare quali saranno i possibili trend per il digital  marketing del 2016.

  1. Mobile first!

L’approccio tradizionale, seguito anche nel 2015, è quello di progettare i siti web a partire dalla loro versione desktop e di adattarli poi in un secondo momento ai dispositivi mobili. Ma nel 2016 qualcosa potrebbe cambiare: in un’inversione di tendenza la versione mobile diventerà probabilmente il primo step di realizzazione e solo successivamente si procederà con l’adattamento ai device tablet e desktop.

  1. Social Chat Application sempre più al top

Nel 2016 probabilmente aumenteranno le aziende disposte ad investire sui canali di social chat app realizzando una presenza costante e attivando iniziative e strategie rivolte a quel target. Nella top 5 delle Social Chat del 2015 troviamo Facebook Messenger, Imessage, Skype, WhatsApp e Yahoo Messenger.

  1. Il web marketing in pole position

I canali web sono sempre più funzionali alle aziende perché consentono la tracciabilità di ogni investimento legato alle varie attività, una convenienza non trascurabile che spingerà anche nel 2016  le aziende di ogni settore ad adottare il web marketing come strategia preferenziale: molto presto marketing e web marketing saranno un’unica realtà e non potremo più fare  a meno dei canali web in tutte quelle attività di promozione aziendale e sviluppo del brand.

  1. Il ROI prima di tutto

E se il web marketing nel 2016 sarà dominante, stesso discorso vale per tutte le piattaforme e gli strumenti utili per la misurazione di obiettivi e kpi (ad es. facebook ads). Misurare il ROI consentirà agli imprenditori di conoscere in profondità il profitto di ogni singolo investimento nelle varie strategie di web marketing.

  1. Contenuti interattivi + Big Data: unione vincente

In un web sempre più zeppo di contenuti di ogni formato e con utenti ormai avvezzi a qualsiasi utilizzo, la necessità di innovare per mantenere l’interesse di utenti ed editori sarà impellente. E innovare significherà puntare su contenuti informativi per l’utente e capaci di interagire con una grossa mole di dati: sarà l’anno dell’Interactive Content Marketing.

  1. Gli influencer: la nuova voce del brand

Gli influencer saranno sempre più utili alle aziende di qualsiasi settore perché potranno ampliare le possibilità di conversazioni degli utenti e di contatto con il brand. Sarà quindi prioritario per le aziende comprendere come coinvolgere gli influencer nelle varie iniziative di marketing.

  1. Dal reale al virtuale in un’occhiata

Il 2016 vedrà il lancio ufficiale sul mercato – per tutti e non più soltanto per gli sviluppatori – dell’Oculus Rift, il visore da applicare sugli occhi che riproduce in 3d gli ambienti della vita quotidiana. Non è un caso che proprio Facebook abbia acquistato la nuova tecnologia: è lecito aspettarsi che gli sviluppatori di Zuckerberg la utilizzeranno per  realizzare una piattaforma  per videogiochi migliore di quella attuale, o più in generale per creare spazi virtuali avvolgenti che riproducano a livello digitale quelli del mondo reale.
 
Il 2016 per il digital marketing si prospetta avvincente, il “leitmotiv” è ancora una volta l’innovazione.

 
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fonte notizia: webinfermento

Il content marketing è l’arma vincente per vendere

 

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Una buona strategia di contenuti, un sito ben strutturato, una campagna Google efficace, un canale social ben gestito possono davvero cambiare il destino di un’azienda e fare la fortuna di un brand, assicurando sviluppo e nuovi clienti.

Il contenuto di qualità attrae visitatori, genera nuovi lead, fidelizza i clienti e li trasforma in promotori spontanei del brand. Ogni vincolo con il passato è spezzato: l’outbound marketing  tradizionale è sempre meno efficace e i messaggi pubblicitari che irrompono – spesso in modo invasivo – negli spazi del potenziale cliente non funzionano più. Nel web 2.0 “content is the king”: il contenuto di qualità come un potente  magnete attrae naturalmente i potenziali clienti, cattura la loro attenzione, fa nascere il desiderio di compiere azioni verso il brand: cercare informazioni sui prodotti e servizi, esprimere gradimento, acquistare.

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Il content marketing può generare lead in maniera tre volte superiore all’outbound marketing: una realtà che non lascia indifferenti i marketer e le aziende, investire nei contenuti è ormai diventata un’esigenza inderogabile.

Ma come realizzare un content marketing davvero efficace e utile a supportare le vendite?

Procediamo con ordine, metodo e simultaneità.

 

  1. STRATEGIA & TEMPO
    Una strategia efficace prevede una corretta gestione del tempo con iniziative da attuare a breve termine (come ad esempio post e blogging per esprimere un’intenzione momentanea riferita ad una particolare situazione)  e piani a lungo termine  (come ad esempio white paper ed e-book finalizzati magari a risolvere un particolare problema del proprio target).
  2. VISUAL & ANCORA VISUAL
    Gli utenti si fidano di quello che vedono. Implementare i contenuti visualè fondamentale: via libera a infografiche, grafici, cartoni animati e immagini accattivanti per raccontare la storia di un brand e conquistare nuovi clienti.
  3. MEZZI & DIFFUSIONE
    I mezzi devono essere in sintonia con i contenuti proposti e facilmente accessibili al pubblico di riferimento.  È importante ampliare le piattaforme di content marketingper una distribuzione dei contenuti a 360°: blog, video, landing page, social, newsletter, e-books, webinar.
  4. ANALISI & MONITORAGGIO
    La strategia di content marketing funziona? Occorre misurare le prestazioni dei contenuti proposti, capire come reagiscono gli utenti, individuare cosa togliere e cosa aggiungere. In 2 parole: Google Analytics!
  5. PARTNER & CONDIVISIONE
    Qualsiasi sia l’obiettivo avere o meno degli alleati può fare la differenza. È utile implementare nuove partnershipe scambio di adv con aziende e siti web che condividono lo stesso target della propria azienda.

 

Sono “best practices” semplici ma efficaci, è importante gestirle in simultaneità ed equilibrio per conquistare il premio più ambito nella “battle” con i competitor: la fiducia del cliente.

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L’Automotive è sempre più “social friendly”

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 I principali brand automotive entrano da protagonisti nell’arena dei social network, particolarmente in occasione di eventi importanti come il lancio di nuovi modelli, sponsorship e iniziative promozionali.
È quanto emerge dall’analisi di Blogmeter, azienda leader in Italia per la “social media intelligence”, che ha valutato le performance su Facebook e Twitter delle più famose case automobilistiche.
Per quanto riguarda Facebook a ottobre 2015 fa il pieno di engagement Mazda Italia, particolarmente con il post relativo al Tokyo Motor Show durante il quale è stato presentato il nuovo modello Mazda RX-VISION. Non è da meno Bmw Italia che con la campagna #40annidiSerie3 per celebrare la Nuova Bmw serie 3 ha generato un alto livello di interazioni. E piace a oltre 400.000 fan il profilo “Auditography” dove compaiono i modelli più belli della scuderia Audi. Si aggiudica un posto sulla scena anche Toyota che, oltre ad aver raggiunto l’interesse di oltre 500.000 fan, ha di recente giocato la sua mossa vincente stringendo un accordo di partnership con l’AS Roma.
Per Twitter invece a salire sul podio è Fiat: un profilo a quota 96.000 follower gestito in doppia lingua (italiano/inglese) e con una comunicazione divertente e originale. A breve distanza arriva Peugeot che ha ottenuto i maggiori successi in occasione della campagna sociale #MoveYourEnergy legata al lancio della nuova Peugeot 208. E cattura l’attenzione degli utenti anche Renault, particolarmente in occasione del lancio della Clio Duel.

Automotive & social: la scintilla è scoccata!

🔎fonte notizia: www.brand-news.it 

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