Nuovi investimenti in Business intelligence e Analytics: il 2016 inizia in discesa

Il mercato BI e Analytics è in forte crescita rispetto al 2015 di almeno 5 punti percentuali: è quanto emerge dalle ultime analisi di Gartner. Si prefigura un’evoluzione verso cui BI e Analytics sono sempre più dirette: la cosiddetta IT intesa come reportistica fornita come prodotto ultimo dai vari dipartimenti specifici sta cedendo il passo a un business orientato dalla capacità di sfruttare in autonomia e in tempo reale i dati da un numero sempre maggiore di persone. Gli utenti potranno gestire l’estrazione, la profilazione e la creazione ex novo di modelli e dati per l’analisi in modalità “self service“.
Si tratta della cosiddetta nuova BI: più accessibile, agile e capace di penetrare il significato del dato in profondità. La sua accessibilità risiede anche nel fatto che mentre quella tradizionale viene prodotta dall’IT e si basa esclusivamente su analisi e reportistica, la nuova BI è abilitata dall’IT ed è quindi più efficace.

Ormai ogni ambito del business è sempre più influenzato dagli analytics e tutti i reparti aziendali sono dei potenziali utilizzatori di strumenti di BI: tutti i processi decisionali complessi si nutrono di informazioni hard e soft e impiegano capacità di search intelligence e analisi. In questo contesto rientrano e assumono sempre più valore i BIG DATA, che il Prof. Paolo Pasini, Responsabile dell’Osservatorio sulla Business Intelligence della SDA Bocconi School of Management di Milano, ha definito come le “nuove frontiere della conoscenza aziendale e della cultura manageriale”.
Quali vantaggi determinerà la nuova BI per le aziende? A parere di Gartner una drastica riduzione del tempo e delle complessità relative al processo di preparazione all’analisi: il compito di integrare e mescolare i dati passerà quindi dall’utente It all’utente business che dovrà appropriarsi di specifiche competenze.
Per Iam Bertram, managing VP in Gartner, il momento è cruciale: “Il passaggio alla BI moderna e alle piattaforme di analytics ha raggiunto un punto di svolta, le aziende devono arrivare a dominare piattaforme di BI facili da usare, immediate, agili, per estrarre dai dati reale valore di business, indipendentemente dalle sorgenti del dato”.
La tendenza per le aziende italiane, soprattutto per quelle di grandi dimensioni, è assolutamente “pro” BI: si sta determinando un’evoluzione significativa rispetto al 2015 in cui il budget stanziato per l’innovazione si aggirava intorno al 35,5%, nel 2016 l’ambito Business Intelligence, Big Data e Analytics costituisce la priorità di investimento per il 44% dei CIO italiani, segue la digitalizzazione (40%), i sistemi gestionali e ERP (34%), i sistemi CRM (27%), il mobile business (19%), lo sviluppo e il rinnovamento dei Data Center (16%).

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Fonte articolo: Techweekeurope

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