Automotive & Innovazione: sharing economy, auto elettriche e nuove partnership digitali

Fonte notizia: Wired

Negli ultimi tempi il mercato Automotive sta registrando evoluzioni interessanti: anche le aziende ormai concepiscono sempre più l’automobile non solo come prodotto ma anche come servizio, le auto elettriche compaiono sempre più nel paesaggio urbano, le case produttrici organizzano partnership con le big company del digital e la sharing economy sta diventando una realtà concreta per molte case automobilistiche. Bmw, Mercedes e Fiat, giusto per citarne alcune, stanno già lavorando per inserirsi con le proprie auto nel business del car sharing/pooling.
Arun Sundararajan, autore del libro manifesto “The Sharing Economy” prefigura per il comparto auto un futuro all’insegna dell’economia della condivisione: “non ci sarà bisogno di un guidatore, potremo avere la nostra auto on demand in ogni momento, senza doverla possedere né guidare. Presto avremo milioni di persone in Cina e in India che, pur potendo permettersi l’acquisto di un’auto, inizieranno il loro consumo direttamente dalla condivisione, senza di fatto mai possedere un’auto ”. Non è un caso quindi che molte case automobilistiche stiano entrando a gamba tesa nel business del car sharing urbano: ad esempio Opel con l’App Car Unity promette di rivoluzionare il mondo del car sharing estendendo la possibilità di condivisione anche alle auto private.

Ma l’innovazione dell’Automotive riguarda anche il mercato delle auto elettriche: in Italia – come ha annunciato il ministro Del Rio –  verranno realizzate 20.000 stazioni di ricarica, in Germania è già partita una politica di incentivi per un miliardo sull’acquisto di auto elettriche e Volvo prevede di vendere entro il 2025 almeno un milione di auto elettriche.
Infine la partnership tra la big Google e FCA – che fornirà 100 monovolume Pacifica per condurre test sul suo progetto di vetture a guida autonoma – conferma l’avverarsi di un periodo di rinascita per il mondo Automotive che riscatta il buio e l’immobilismo degli ultimi anni con il dinamismo di nuove idee e progetti.

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Noleggi e car sharing aziendali: verso nuove forme di mobilità

Fonte notizia: AlVolante

Nel report “La Smart mobility e gli italiani, il punto sulle nuove forme di mobilità suburbana…con gli occhi del consumatoreBain e Company Italy, società di consulenza attiva dal 1989, evidenzia l’urgenza di nuove misure di miglioramento per la mobilità in Italia e in questo le aziende possono rivestire certamente un ruolo importante.
Dallo studio emerge una situazione piuttosto critica: “la rete autostradale è la stessa da 15 anni, la rete del trasporto pubblico locale si è ridotta, il numero di vetture per abitanti è salito ai vertici europei. È quindi necessario identificare nuove soluzioni di mobilità che tengano conto della struttura attuale della domanda, sempre più legata al fenomeno delle mega city”. Tuttavia da un’indagine condotta su un campione di 1.600 pendolari di quattro province italiane emerge come l’auto sia ancora vista come uno status symbol a cui la maggior parte delle persone non vuole rinunciare, a scapito dei mezzi di mobilità alternativa che risultano ancora poco usati.
Ma come cambiare le attuali tendenze e rinnovare la mobilità urbana in una chiave più intelligente e sostenibile? Un ruolo decisivo, secondo il report, può essere giocato dalle società di noleggio che “devono vincere la sfida dello sviluppo di prodotti per i privati, di accordi con gli enti comunali, di soluzioni di mezzo tra il car sharing, non sempre adatto ai pendolari, e il noleggio a breve termine, spesso troppo costoso”.
Una via potrebbe essere quella di stringere nuovi accordi con gli enti locali per un’offerta di veicoli a zero emissioni alle aziende pubbliche e private. Un’altra soluzione potrebbe essere dedicarsi allo sviluppo di applicazioni per smartphone che agevolino la prenotazione dei veicoli in car sharing. O ancora trasformare i punti di noleggio tradizionali in “centri di mobilità disegnati sulle nuove esigenze dei clienti. E quindi non solo noleggio di auto ma anche di veicoli commerciali, scooter, biciclette”. I centri di mobilità condivisa a livello aziendale potrebbero rappresentare una soluzione importante non solo degli attuali problemi legati al traffico ma anche risolvere molte esigenze dei pendolari che oggi vengono spesso disattese dai car sharing classici.


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La Customer Loyalty e i programmi di fidelizzazione

Fonte notizia: My Direct Marketing

La Customer Loyalty è il sistema innovativo – applicabile a qualsiasi settore merceologico – per garantirsi la fedeltà dei clienti già acquisiti e fare in modo che aumentino i loro acquisti, oppure per conquistare dei nuovi clienti, profilarli e fidelizzarli a lungo termine, assicurandosi così un flusso di vendite costante sempre più redditizio; il consumatore in cambio riceve vantaggi progressivi sempre più consistenti, da utilizzare in modo semplice, su prodotti e servizi di sua convenienza. Questi vantaggi si concretizzano nei cosiddetti “LOYALTY PROGRAMS”, i programmi di fidelizzazione, ovvero dei servizi mirati che hanno come bersaglio le esigenze espresse dai vari target. Un programma di fidelizzazione per essere efficace deve seguire i clienti nel tempo portando valore aggiunto ai servizi post vendita nel periodo che intercorre tra un acquisto e l’altro e a margine delle varie iniziative proporre una serie di servizi trasversali tramite Card, programmi a catalogo e piani contatto.

I piani contatto, in particolare, rappresentano una strategia molto valida: prevedono l’invio di un numero variabile di messaggi al cliente e vengono predisposti tenendo in conto le evoluzioni e le necessità legate al prodotto, il suo ciclo di vita e la finestra temporale di riacquisto.

Semplicità, creatività e monitorabilità sono le caratteristiche chiave che definiscono un loyalty program ben strutturato. L’obiettivo è migliorare la relazione con il cliente e creare visibilità per il brand, aumentare la retention e la gratificazione del cliente.
I programmi di fidelizzazione, o loyalty programs, consentono ai consumatore di un determinato brand di accumulare vantaggi o usufruire di servizi esclusivi, come ad esempio accessi selezionati o servizi gratuiti, raccolte punti, sconti, offerte speciali.
Un esempio di loyalty program? i frequent flyer (trattasi di un servizio offerto dalla maggior parte delle compagnie aree per premiare la fedeltà dei propri clienti. Nella maggior parte dei casi, i viaggiatori iscritti al programma guadagnano tanti punti quante sono le miglia percorse; i punti così accumulati possono quindi essere riutilizzati per ottenere voli gratuiti o altri servizi) e gli shopping program, come anche i programmi di fidelizzazione nel settore Automotive.


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L’automobile e l’innovazione digitale: luci e ombre nel settore Automotive

L’innovazione digitale ha fatto breccia nel mondo dell’auto con la crescita di nuove imprese, lo sviluppo di nuove competenze e l’emergere di nuovi strumenti tecnologici.

Iperconnessa, a guida autonoma, hitech: come sarà l’auto del futuro? E se fosse elettrica?

Un progetto ambizioso che però sinora ha dovuto fronteggiare il limite dei costi elevati e del ridotto grado di autonomia garantito dalle batterie, nonché dalla carenza di una rete di ricarica veloce delle stesse. Ma il mercato finanziario sul futuro dell’auto vuole scommettere: basti pensare al caso Tesla che oggi vale in Borsa quasi 28 miliardi di dollari, la metà di Ford (55,2) e General Motors (53,4), il 60% in più di FCA – Fiat Chrysler Automobiles (17,6).

Ma anche i grandi della Internet Economy si stanno muovendo verso l’automotive entrando in competizione con i gruppi storici dell’auto: è il caso di Google che con la “self driving car” è stata la prima ad immaginare per l’auto un futuro senza sterzo e comandi tradizionali, sostituiti invece da software e sensori di varia natura.   E il fascino dell’innovazione ha contagiato anche Apple che al progetto della guida autonoma ha manifestato da subito un certo interesse. Tuttavia gli ostacoli alla circolazione dei veicoli a guida autonoma sono ancora rilevanti, probabilmente non si arriverà ad un’auto che si guida da sola ma le strumentazioni a servizio del guidatore potrebbero davvero evolvere verso forme decisamente “hitech”.  È quanto già sta accadendo a partire dai veicoli di fascia alta: basti pensare, ad esempio, all’inserimento di “driver-assistance features”, particolari supporti alla guida per gestire il mantenimento in corsia, le distanze di sicurezza, il sorpasso in autostrada, il parcheggio.

L’elettronica sta entrando a gamba tesa nel settore Automotive rivoluzionando l’auto a partire dai suoi interni: il cruscotto, ad esempio, è sempre più simile ad uno smartphone con nuovi accessori per la “connettività” e l’ “infotainment” a bordo. Il pacchetto “connettività” a bordo delle auto è sempre più ricco, permettendo tra l’altro al produttore un check continuo via web dello stato di salute dell’auto venduta ai fini di una manutenzione preventiva della stessa: un’opportunità che diventa possibile con l’invio, tramite una centralina, dei dati rilevati da appositi sensori posizionati nelle diverse parti dell’auto (motore, freni, pneumatici ecc.)  Una tecnologia, in questo caso, a vantaggio dei produttori che possono essere ancora più vicini ai clienti e alle loro esigenze.

Ma l’innovazione nel settore auto non ha soltanto risvolti di luce ma presenta più di qualche linea d’ombra : le possibilità tecnologiche messe in gioco dalle grandi case automobilistiche a favore dei propri clienti determinano uno schiacciamento delle strutture intermedie di vendita e assistenza, a pagarne le spese insomma sono proprio i piccoli rivenditori e le officine tradizionali. Ma anche dal punto di vista dei clienti l’innovazione manifesta qualche angolo buio: la trasformazione, ad esempio, del cruscotto in uno smartphone e la connettività crescente apre grandi spiragli per lo sfruttamento dei dati acquisibili sugli automobilisti; è una questione delicata che in qualche modo potrebbe mettere a rischio la  loro privacy.

Ogni grande processo di cambiamento determina la rottura di vecchi equilibri e la creazione di nuovi: magari è ancora presto per comprendere pienamente quanto sta accadendo nel settore Automotive e non è da escludere che, in un orizzonte temporale più ampio,  quelle che oggi sembrano linee d’ombra possano invece trasformarsi in scenari di luce e valore per il settore Automotive e per i suoi protagonisti.

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fonte notizia: Digital4

L’Automotive è sempre più “social friendly”

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 I principali brand automotive entrano da protagonisti nell’arena dei social network, particolarmente in occasione di eventi importanti come il lancio di nuovi modelli, sponsorship e iniziative promozionali.
È quanto emerge dall’analisi di Blogmeter, azienda leader in Italia per la “social media intelligence”, che ha valutato le performance su Facebook e Twitter delle più famose case automobilistiche.
Per quanto riguarda Facebook a ottobre 2015 fa il pieno di engagement Mazda Italia, particolarmente con il post relativo al Tokyo Motor Show durante il quale è stato presentato il nuovo modello Mazda RX-VISION. Non è da meno Bmw Italia che con la campagna #40annidiSerie3 per celebrare la Nuova Bmw serie 3 ha generato un alto livello di interazioni. E piace a oltre 400.000 fan il profilo “Auditography” dove compaiono i modelli più belli della scuderia Audi. Si aggiudica un posto sulla scena anche Toyota che, oltre ad aver raggiunto l’interesse di oltre 500.000 fan, ha di recente giocato la sua mossa vincente stringendo un accordo di partnership con l’AS Roma.
Per Twitter invece a salire sul podio è Fiat: un profilo a quota 96.000 follower gestito in doppia lingua (italiano/inglese) e con una comunicazione divertente e originale. A breve distanza arriva Peugeot che ha ottenuto i maggiori successi in occasione della campagna sociale #MoveYourEnergy legata al lancio della nuova Peugeot 208. E cattura l’attenzione degli utenti anche Renault, particolarmente in occasione del lancio della Clio Duel.

Automotive & social: la scintilla è scoccata!

🔎fonte notizia: www.brand-news.it 

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