26 aprile 2016 Chiara Bilotta

Innovare nella GDO: allearsi con le start up potrebbe essere la carta vincente?

Fonte notizia: Digital4

In Italia le grandi imprese della GDO sentono ormai prioritaria l’esigenza di innovare i processi di vendita ma al tempo stesso sono ancora legate a modelli di business poco efficaci che generano costi talmente elevati da risultare in perdita e di fatto non producono valore per l’organizzazione aziendale.
L’esempio virtuoso arriva da alcune giovani start up che in questo momento sembrano avere individuato l’approccio giusto offrendo servizi personalizzati e attuando modelli di business estremamente versatili.
Ecco alcuni casi interessanti di start up da cui i grandi operatori della GDO e del retail potrebbero trarre spunti decisamente utili e con cui magari stringere vantaggiose partnership.

Supermercato24 è una start up veneta attiva in 16 province italiane con un fatturato che nel 2016 dovrebbe sfiorare gli 8 milioni di euro. Applicando per la prima volta la logica della sharing economy al mondo della GDO Supermercato24 avanza sul mercato con un’importante promessa: portare a casa dei clienti la spesa fresca acquistata on line entro 60 minuti. Ma come funziona? Il consumatore accede attraverso la mobile app a circa 10.000 referenze acquistabili nelle principali catene di supermercati e invia l’ordine. A questo punto un algoritmo seleziona un collaboratore tra i 25.000 iscritti alla piattaforma valutandone disponibilità, geolocalizzazione e anche specializzazione negli acquisti. Il collaboratore selezionato si reca nel punto vendita più vicino a casa dell’utente, fa la spesa e gliela consegna in massimo 60 minuti. Enrico Pandian, fondatore e amministratore delegato di Supermercato24, afferma: “non facciamo altro che ottimizzare la catena logistica grazie al crowdsourcing” ma – si rammarica – è un vero peccato che sia più semplice stringere accordi con i brand che con le insegne, queste ultime ci vedono erroneamente come un competitor quando invece siamo i loro primi clienti”.

Indabox, fondata nel 2013, mette insieme una rete di 3.000 punti di ritiro e consegna spedizioni nei grandi centri urbani e nei capoluoghi di provincia italiani e ha coinvolto oltre a migliaia di bar anche 300 Carrefour Market e 60 Carrefour Express. L’ambito di riferimento resta quello della logistica e-commerce ma stavolta rispetto a Supermercato24 ci troviamo davanti ad un modello di business totalmente diverso: Indabox divide con i suoi partner le revenue per la custodia di pacchi o per la gestione di resi su acquisti effettuati dagli utenti su qualsiasi piattaforma on line. “Nell’app – ci tiene a precisare il fondatore Giovanni Riviera –sono incluse tessere fedeltà e strumenti di loyalty grazie ai quali i partner possono attivare promozioni sui nostri utenti che quindi diventano anche loro clienti”.  Ma anche Indabox, come Supermercato24, deve scontrarsi con la diffidenza delle grandi imprese: “se riuscissimo ad accordarci – spiega Riviera – con i principali spedizionieri italiani otterremmo un modello veramente virtuoso per tutti. Potremmo abbattere i costi logistici ottimizzando il percorso dei corrieri, incorporare la tariffa per il ritiro nella spedizione e ampliare ulteriormente le occasioni di contatto tra esercenti e clienti finali.”

Wib, start up siciliana, sostenuta da Unicredit, Vertis Sgr e RedSeed Ventures, sta riscuotendo grande successo in Nord America non tanto come semplice fornitore di vending machine quanto come partner per il marketing multicanale: l’installazione di distributori automatici intelligenti avviene in location strategiche  e con il supporto dell’analisi dei dati che si generano dalle interazioni del sistema con i consumatori.
“Wib – precisa Alfonso Correale, uno dei membri del board di Wib – è prima di tutto un tool di marketing e comunicazione che si integra fortemente con le attività di prevendita e da qui la possibilità di fare business in chiave multicanale”.  Wib integra il mondo fisico con quello digitale, consente di gestire prodotti di dimensioni diverse, con funzioni di multiple picking e variazioni di prezzo anche in base al profilo social dei clienti, altresì permette di controllare da remoto le campagne e di scambiare messaggi in tempo reale.

 


 

optimo retail

Perché gli esercizi commerciali off line non possono essere ottimizzati come quelli on line? Da oggi per il mondo retail e GDO qualcosa è cambiato. Nasce una nuova frontiera per l’analytics in-store: scopri di più sul sito web di OptimoRetail .


We 💙 SOCIAL SHARING…and you?

Facebook
Twitter
Google+
LinkedIn