21 marzo 2016 Chiara Bilotta

Viewability e Targeting: nuove metriche per la pubblicità on line

 

Fonte notizia: Digital4

Non tutti i banner sono ugualmente efficaci e, soprattutto, godono della stessa visibilità: una problematica che molto spesso incide sull’ottimizzazione del ROI,  chi investe in pubblicità on line lo sa bene. Proprio per fronteggiare queste criticità si stanno affermando nuovi sistemi di misurazione per l’adv on line: la viewability e il targeting.
La viewability è il parametro per valutare se la pubblicità erogata in rete è stata effettivamente vista. Molto spesso infatti un banner non viene visualizzato perché magari posizionato in una parte della pagina non visibile all’utente. Ma quando un annuncio pubblicitario si può considerare “visto”?
Il Media Rating Council ha definito uno standard per cui una impression si considera “in view” quando almeno il 50% dei suoi pixel è visualizzato per un secondo. Come è facile immaginare, la percentuale reale di visualizzazione è al di sotto del 100% essenzialmente per due motivi: molti utenti abbandonano una pagina (aperta magari per errore) prima di un secondo; la finestra del browser può non essere impostata in modalità full-screen.
L’altra metrica di misurazione delle performance, di recente introdotta sul mercato, si riferisce all’efficacia del targeting ossia alla percentuale di impression che raggiungono il target desiderato di una campagna, in altri termini è un parametro per valutare se la pubblicità erogata in rete è stata vista dal target giusto. Una campagna può non risultare in-target magari a causa di un limitato aggiornamento dei dati demografici o di cookie presenti in dispositivi condivisi da un maggior numero di persone.
Viewability e targeting rappresentano quindi due parametri molto utili principalmente ai grandi investitori pubblicitari per ottimizzare il ROI delle proprie campagne di adv on line.
Ma l’advertising analytics resta un territorio tuttora da esplorare, c’è la possibilità di fare analisi e misurazioni ancora più approfondite che in futuro potranno acquisire un’importanza sempre maggiore.
È il caso ad esempio della Brand Safety, è il parametro per valutare la coerenza del contenuto pubblicitario rispetto al publisher che lo ospita e consentirebbe ai brand di essere sempre a conoscenza dei siti e delle pagine in cui i loro messaggi pubblicitari saranno visualizzati dagli utenti.

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