4 marzo 2016 Chiara Bilotta

Retail, proximity marketing e mobile marketing: il futuro è già qui…

Il proximity marketing è un mix di marketing strategico e tecnologia che consente un’interazione di prossimità con l’utente; in altre parole con il proximity marketing abbiamo la possibilità di veicolare attraverso uno strumento hardware e uno software contenuti multimediali verso determinate persone in base alla loro posizione. Lo strumento hardware è il beacon, un piccolo trasmettitore che funziona tramite Bluetooth e individuando i device nel loro raggio di azione consente un’interazione con lo spazio circostante. Lo strumento software, invece, non è altro che una piattaforma che mette in contatto il beacon con il device stesso.

Con il proximity marketing l’utente -nel corso di una visita a un museo, a un negozio, o a una fiera – avvicinandosi ad un hotspot riceve sul suo dispositivo mobile una serie di contenuti multimediali attinenti, al tempo stesso il fornitore di quei contenuti ha la possibilità di ricevere e organizzare dati e informazioni sull’utente in questione. L’obiettivo è suscitare nel potenziale cliente interesse, coinvolgimento e disponibilità all’acquisto.

I vantaggi di questa nuova tecnologia sono innegabili: la possibilità di “dare voce” a spazi, aziende, negozi e opere non è altro che un modo innovativo di arricchire l’esperienza del visitatore/cliente. Non c’è più bisogno di volantini, brochure o depliant: tutte le informazioni, gli extra, le offerte e le promozioni a cui il potenziale cliente può essere interessato arrivano direttamente sul display del suo dispositivo mobile, che sia smartphone, tablet o ipad.

Il proximity marketing è strettamente legato all’indoor positioning che è il posizionamento o tracciamento negli spazi chiusi. L’indoor positioning, anziché servirsi di una rete di satelliti come nel caso del GPS, sfrutta una rete di sensori che rilevano la posizione degli oggetti o delle persone da tracciare.

Arricchire l’esperienza dell’utente in un contesto microgeolocalizzato diventa possibile in tante occasioni e in differenti contesti: teatri, concerti, aeroporti, ristoranti, scuole, università. O magari nel caso di una conferenza, o di un corso: qualsiasi evento può lanciare un’azione di proximity fornendo contenuti rilevanti all’utente nel punto e nel momento preciso dell’interazione. Nel caso di un workshop, ad esempio, potremmo scaricare contenuti correlati a quanto stiamo seguendo in quel momento, come anche dialogare in differita su una “message board” con le altre persone presenti nello stesso luogo.

Ma l’ambito retail è probabilmente quello più affine al proximity marketing: collocando, infatti, i beacon sulla vetrina i negozianti possono inviare contenuti e notifiche anche a chi sosta semplicemente davanti al punto vendita perché attirato dalla merce in esposizione. Posizionando invece i beacon sugli scaffali o in prossimità di offerte speciali si ha la possibilità di fornire informazioni dettagliate sui vari prodotti, come anche contenuti emozionali o semplicemente raccogliere feedback dai visitatori. Il proximity marketing è poi molto efficace per campagne di coupon e raccolta punti consentendo di distribuire buoni sconto personalizzati e temporizzati a chi visita per la prima volta il negozio come anche ai clienti abituali.

Il proximity marketing si rivela decisamente utile per analizzare il comportamento dell’utente in-store: ogni spostamento del dispositivo mobile dell’utente viene tracciato e diventa così possibile individuare in tempo reale i percorsi all’interno del negozio, le zone più frequentate e con la migliore conversione in acquisti in modo da gestire con maggiore consapevolezza la disposizione degli spazi. In altri termini con questa nuova tecnologia si può ottimizzare un semplice store proprio come fosse un e-commerce e aumentare in modo significativo il ROI delle varie iniziative di marketing.

Il mondo del retail è cambiato: il futuro è già qui!

 

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