L’automobile e l’innovazione digitale: luci e ombre nel settore Automotive

L’innovazione digitale ha fatto breccia nel mondo dell’auto con la crescita di nuove imprese, lo sviluppo di nuove competenze e l’emergere di nuovi strumenti tecnologici.

Iperconnessa, a guida autonoma, hitech: come sarà l’auto del futuro? E se fosse elettrica?

Un progetto ambizioso che però sinora ha dovuto fronteggiare il limite dei costi elevati e del ridotto grado di autonomia garantito dalle batterie, nonché dalla carenza di una rete di ricarica veloce delle stesse. Ma il mercato finanziario sul futuro dell’auto vuole scommettere: basti pensare al caso Tesla che oggi vale in Borsa quasi 28 miliardi di dollari, la metà di Ford (55,2) e General Motors (53,4), il 60% in più di FCA – Fiat Chrysler Automobiles (17,6).

Ma anche i grandi della Internet Economy si stanno muovendo verso l’automotive entrando in competizione con i gruppi storici dell’auto: è il caso di Google che con la “self driving car” è stata la prima ad immaginare per l’auto un futuro senza sterzo e comandi tradizionali, sostituiti invece da software e sensori di varia natura.   E il fascino dell’innovazione ha contagiato anche Apple che al progetto della guida autonoma ha manifestato da subito un certo interesse. Tuttavia gli ostacoli alla circolazione dei veicoli a guida autonoma sono ancora rilevanti, probabilmente non si arriverà ad un’auto che si guida da sola ma le strumentazioni a servizio del guidatore potrebbero davvero evolvere verso forme decisamente “hitech”.  È quanto già sta accadendo a partire dai veicoli di fascia alta: basti pensare, ad esempio, all’inserimento di “driver-assistance features”, particolari supporti alla guida per gestire il mantenimento in corsia, le distanze di sicurezza, il sorpasso in autostrada, il parcheggio.

L’elettronica sta entrando a gamba tesa nel settore Automotive rivoluzionando l’auto a partire dai suoi interni: il cruscotto, ad esempio, è sempre più simile ad uno smartphone con nuovi accessori per la “connettività” e l’ “infotainment” a bordo. Il pacchetto “connettività” a bordo delle auto è sempre più ricco, permettendo tra l’altro al produttore un check continuo via web dello stato di salute dell’auto venduta ai fini di una manutenzione preventiva della stessa: un’opportunità che diventa possibile con l’invio, tramite una centralina, dei dati rilevati da appositi sensori posizionati nelle diverse parti dell’auto (motore, freni, pneumatici ecc.)  Una tecnologia, in questo caso, a vantaggio dei produttori che possono essere ancora più vicini ai clienti e alle loro esigenze.

Ma l’innovazione nel settore auto non ha soltanto risvolti di luce ma presenta più di qualche linea d’ombra : le possibilità tecnologiche messe in gioco dalle grandi case automobilistiche a favore dei propri clienti determinano uno schiacciamento delle strutture intermedie di vendita e assistenza, a pagarne le spese insomma sono proprio i piccoli rivenditori e le officine tradizionali. Ma anche dal punto di vista dei clienti l’innovazione manifesta qualche angolo buio: la trasformazione, ad esempio, del cruscotto in uno smartphone e la connettività crescente apre grandi spiragli per lo sfruttamento dei dati acquisibili sugli automobilisti; è una questione delicata che in qualche modo potrebbe mettere a rischio la  loro privacy.

Ogni grande processo di cambiamento determina la rottura di vecchi equilibri e la creazione di nuovi: magari è ancora presto per comprendere pienamente quanto sta accadendo nel settore Automotive e non è da escludere che, in un orizzonte temporale più ampio,  quelle che oggi sembrano linee d’ombra possano invece trasformarsi in scenari di luce e valore per il settore Automotive e per i suoi protagonisti.

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fonte notizia: Digital4

CRM: le nuove tendenze per il 2016

 

Il Crm ha stabilito un nuovo approccio al mercato: il cliente – e non il prodotto – è al centro del business.  Un metodo di lavoro e di gestione dei processi che si rivela vincente perché migliora l’organizzazione aziendale e di conseguenza aumenta il fatturato garantendo in egual modo un elevato livello di customer satisfaction.

Per i software Crm il 2016 potrebbe essere un anno promettente: Crm Next, fornitore di soluzioni cloud Crm a livello mondiale,  prevede 365 giorni di evoluzione nei processi e nella tecnologia.

  • Più innovazione: i software Crm avranno un ruolo chiave nei sistemi di engagement diventando una componente essenziale della strategia digitale;
  • Più accessibilità: i sistemi di Crm saranno accessibili ovunque, in qualsiasi momento e da qualsiasi device;
  • Migliore integrazione nell’ambiente business: i software Crm potrebbero affermarsi come sistemi di front end;
  • Maggiore personalizzazione: le aziende potranno venire incontro alle esigenze dei consumer nel mondo;
  • Più tecnologia: i software Crm saranno sempre più performanti per analisi, report e dashboarding;
  • Più funzionalità: le soluzioni di Crm diventeranno un unico ambiente integrato per la gestione delle vendite, del marketing e dei servizi.

 

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fonte notizia: Crmwebnews

Labeling & food marketing: l’etichetta fa la differenza…

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Una semplice etichetta può condizionare in modo decisivo l’acquisto di un prodotto e modificare il punto di vista del potenziale consumatore.

I marketers del food questo lo sanno bene, la loro abilità sta nel creare interesse e desiderio, alimentare un bisogno concreto, modificare attraverso il linguaggio la percezione che il potenziale consumatore può avere di un determinato cibo.

Quando e perché una strategia di labeling diventa davvero (con)vincente?

In questo breve video Kate Cooper, marketer nel settore food,  mostra come un’etichetta “intelligente” può determinare l’acquisto (e di conseguenza il successo) di un prodotto.

 

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Costruire una strategia di email marketing vincente  in 7 mosse

 

 

La posta elettronica è diventata una componente di rilievo del Crm e del Business: l’email è senza dubbio un mezzo performante perché consente di trasmettere a profili di utenti selezionati una serie di comunicazioni (commerciali o anche solo puramente informative) e di monitorare poi con estrema precisione campagne, call to action e strategie correlate. Un esempio illuminante a questo proposito arriva dagli Stati Uniti: in occasione del Black Friday del 2015 proprio l’email marketing ha generato il 25,1% delle vendite totali, rispetto al 16,3% generato dal traffico a pagamento e all’1,7% generato dai social media. Pochi altri media hanno una frequenza di utilizzo talmente elevata come l’e-mail, in particolare per quanto riguarda i dispositivi mobili: basti pensare che solo in Italia le ultime ricerche ci raccontano che già nel 2014 erano oltre tre milioni gli utenti a consultare l’email da mobile (Fonte Osservatori Digital Innovation – Politecnico di Milano).

L’email, rispetto al cartaceo, presenta innumerevoli vantaggi: è infatti più economica, personalizzata, istantanea ed è semplice da tracciare, anche perché oggi ci sono strumenti che consentono di monitorare l’andamento della campagna nel dettaglio, incrociando una serie di dati differenti: click-through rate, conferme di ricezione, richieste di cancellazione ecc.

Ma progettare una campagna di email marketing non è così automatico come potrebbe sembrare: perché si riveli efficace è importante scegliere la grafica più adatta e combinarla con dei testi accattivanti così da poter generare una call to action forte a tal punto da determinare il successo della campagna stessa.
Ecco la top 7 con tutto quello che non può davvero mancare per un’ email marketing (con)vincente.

  1. Utilizza un design responsive per una visualizzazione corretta dell’e-mail su tutti i dispositivi;
  2. Usa il font giusto: leggibile, adatto al tipo di comunicazione e funzionale al testo proposto;
  3. Scegli un oggetto a prova di spam: breve, impattante, senza troppa punteggiatura e non ingannevole;
  4. Attacca con un header efficace: il messaggio di apertura a livello di testo e immagine deve risultare attraente per chi legge;
  5. Ottimizza le immagini, gif animate o eventuali video presenti nel messaggio affinché siano ben visibili, allineate per dimensioni e colori nel complesso della pagina;
  6. Individua call to action efficaci e posizionale come bottoni nei punti strategici della pagina. Le attuali ricerche confermano infatti che con un bottone di call to action posizionato nella parte alta dell’email, quella immediatamente visibile alla sua apertura, la percentuale di clic aumenta del 304%;
  7. Dopo ogni invio controlla le statistiche: analizza quanti click hai ricevuto, quante richieste sono arrivate, in quanti hanno deciso di cancellare la propria iscrizione. Sono dati importanti e ti serviranno per ideare contenuti e versioni differenti, testare cosa piace davvero ai tuoi destinatari in modo da creare email sempre più efficaci e performanti.

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Fonte notizia: Digital4

Retail & tecnologia: il digitale rivoluziona anche lo shopping off line

 

 

L’avvento degli e-commerce ha portato lo shopping prima a casa e poi – con la diffusione di smartphone e altri dispositivi mobili – direttamente in tasca: la shopping experience è diventata così sempre più interattiva e coinvolgente, offrendo ai consumatori la possibilità di confrontare in ogni momento e in tempo reale prezzi, oggetti e offerte. Una partecipazione attiva a cui i consumatori ormai si sono felicemente abituati e alla quale non vogliono più rinunciare, nemmeno quando lo shopping è quello tradizionale e si svolge presso il negozio fisico. Un’esigenza che non è passata inosservata e ha spinto molti brand della moda ad introdurre tra scaffali e camerini dispositivi in grado di rendere l’esperienza d’acquisto ancora più completa supportando meglio i clienti nella scelta dei prodotti. Proprio il tablet è il protagonista del nuovo esperimento che Zara ha annunciato di voler condurre in uno dei suoi maggiori punti vendita in Spagna: le clienti munite di i-Pad potranno scansionare le etichette dei capi scelti e richiedere sul display modelli di taglie e tinte specifiche, la consegna avverrà direttamente in camerino e sarà a cura dei commessi.
Ma il fascino della tecnologia ha contagiato anche altri celebri marchi della moda come ad esempio Karl Lagerfeld e Stuart Weitzman che hanno già utilizzato superfici touch su specchi e tablet nei camerini per permettere ai clienti di condividere con i propri “social friends” il defilé prima dell’acquisto e chiedere, eventualmente, opinioni e consigli.
E in Italia? L’innovazione nel fashion retail non si è fatta attendere. A settembre OVS ha trasformato uno degli store di Milano in un particolare “flagship store” offrendo ai clienti una esperienza d’acquisto davvero speciale: camerini virtuali, magic mirror, commessi con iPad e tanti altri prodigi tecnologici in via di sperimentazione.

E c’è chi si è spinto anche oltre, come Vodafone e Bt, con le rispettive soluzioni Vodafone Retail Experience e Bt Expedite trasformando il punto vendita in un vero e proprio laboratorio marketing: telecamere – posizionate negli occhi dei manichini – con sistemi di videoanalisi per leggere i parametri biometrici dei visitatori del negozio riconoscendo sesso, età e conformazione fisica dei clienti anche non profilati.  E non solo: specifiche piattaforme per collegare gli addetti alle vendite al Crm, permettendo loro di ideare in tempo reale campagne di micromarketing e proporre offerte mirate alle persone che visitano il negozio.

 A quanto pare il futuro del retail si prospetta “digital friendly” anche nel mondo off line, verso una customer experience sempre più performante ed innovativa.

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fonte notizia: Digital4

 

Innovativo o tradizionale: qual è il marketing vincente per le PMI?

Il digital marketing aumenta il fatturato delle PMI. È quanto emerge da un’indagine di Co. Mark, società bergamasca di consulenza professionale, su alcune piccole e medie imprese della subfornitura plastica con un fatturato medio attorno ai 25 milioni di euro. Le attività di marketing tradizionali, come ad esempio il passaparola e le fiere, hanno un impatto blando sul fatturato d’impresa, mentre invece le campagne pubblicitarie, soprattutto on line, l’e-mail marketing e il social media marketing possono contribuire ad oltre il 30% dei ricavi di un’azienda.
Il punto di partenza è ovviamente il sito web aziendale ma non deve essere considerato come una semplice vetrina on line: per Massimo Lentsch, presidente di Co.Mark, è essenziale curare il posizionamento del sito e assicurarsi che sia nella top list dei motori di ricerca nelle lingue dei mercati con cui l’azienda fa business.
La doppia versione italiano/inglese è importante ma non è sufficiente nel momento in cui, ad esempio, si volesse incrementare commesse o rapporti con un mercato straniero come quello finlandese. In questo caso – come Lentsch suggerisce – il sito aziendale dovrebbe essere ottimizzato in modo tale da essere tra i primi intercettati nel momento in cui arriva una richiesta sui motori di ricerca attraverso parole chiave in lingua finlandese.
Anche l’e-mail marketing può rivelarsi efficace per incrementare il volume d’affari, a patto però che le e-mail siano sintetiche, mirate (nel destinatario e nei contenuti), accattivanti a tal punto da dribblare lo spamming e garantire un elevato tasso di apertura.

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fonte notizia: Ilsole24ore

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