Il digital marketing che verrà. 7 possibili trend per il 2016

 

Il 2015 è stato l’anno del real-time marketing, la velocità è diventata il “must” delle aziende in una società sempre più connessa, il social networking ha continuato la sua ascesa, in particolare per Facebook che si è confermata come la piattaforma sociale preferita dagli utenti, a scapito del rivale di sempre, Twitter, che invece si è rivelato meno determinante. Il 2015 è stato anche l’anno delle Social Chat Application, in primis Whatsapp e Facebook Messenger, e del successo dei video nella comunicazione in contrapposizione alle immagini.
Proviamo adesso ad analizzare quali saranno i possibili trend per il digital  marketing del 2016.

  1. Mobile first!

L’approccio tradizionale, seguito anche nel 2015, è quello di progettare i siti web a partire dalla loro versione desktop e di adattarli poi in un secondo momento ai dispositivi mobili. Ma nel 2016 qualcosa potrebbe cambiare: in un’inversione di tendenza la versione mobile diventerà probabilmente il primo step di realizzazione e solo successivamente si procederà con l’adattamento ai device tablet e desktop.

  1. Social Chat Application sempre più al top

Nel 2016 probabilmente aumenteranno le aziende disposte ad investire sui canali di social chat app realizzando una presenza costante e attivando iniziative e strategie rivolte a quel target. Nella top 5 delle Social Chat del 2015 troviamo Facebook Messenger, Imessage, Skype, WhatsApp e Yahoo Messenger.

  1. Il web marketing in pole position

I canali web sono sempre più funzionali alle aziende perché consentono la tracciabilità di ogni investimento legato alle varie attività, una convenienza non trascurabile che spingerà anche nel 2016  le aziende di ogni settore ad adottare il web marketing come strategia preferenziale: molto presto marketing e web marketing saranno un’unica realtà e non potremo più fare  a meno dei canali web in tutte quelle attività di promozione aziendale e sviluppo del brand.

  1. Il ROI prima di tutto

E se il web marketing nel 2016 sarà dominante, stesso discorso vale per tutte le piattaforme e gli strumenti utili per la misurazione di obiettivi e kpi (ad es. facebook ads). Misurare il ROI consentirà agli imprenditori di conoscere in profondità il profitto di ogni singolo investimento nelle varie strategie di web marketing.

  1. Contenuti interattivi + Big Data: unione vincente

In un web sempre più zeppo di contenuti di ogni formato e con utenti ormai avvezzi a qualsiasi utilizzo, la necessità di innovare per mantenere l’interesse di utenti ed editori sarà impellente. E innovare significherà puntare su contenuti informativi per l’utente e capaci di interagire con una grossa mole di dati: sarà l’anno dell’Interactive Content Marketing.

  1. Gli influencer: la nuova voce del brand

Gli influencer saranno sempre più utili alle aziende di qualsiasi settore perché potranno ampliare le possibilità di conversazioni degli utenti e di contatto con il brand. Sarà quindi prioritario per le aziende comprendere come coinvolgere gli influencer nelle varie iniziative di marketing.

  1. Dal reale al virtuale in un’occhiata

Il 2016 vedrà il lancio ufficiale sul mercato – per tutti e non più soltanto per gli sviluppatori – dell’Oculus Rift, il visore da applicare sugli occhi che riproduce in 3d gli ambienti della vita quotidiana. Non è un caso che proprio Facebook abbia acquistato la nuova tecnologia: è lecito aspettarsi che gli sviluppatori di Zuckerberg la utilizzeranno per  realizzare una piattaforma  per videogiochi migliore di quella attuale, o più in generale per creare spazi virtuali avvolgenti che riproducano a livello digitale quelli del mondo reale.
 
Il 2016 per il digital marketing si prospetta avvincente, il “leitmotiv” è ancora una volta l’innovazione.

 
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fonte notizia: webinfermento

La Customer Experience è un fattore chiave anche nel B2B

Hand putting check mark with green marker on excellent customer service evaluation form.

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È quanto emerge dall’indagine di Accenture Strategy “2015 B2B Customer Experience” : lo studio è stato condotto in Usa e ha coinvolto 1.350 sales e customer service executives in 10 Paesi. In tutti i casi è emersa una realtà inaspettata: i consumer del B2B chiedono lo stesso livello di attenzione per la customer experience che le aziende B2C dedicano ai propri clienti. La customer experience, quindi, diventa cruciale anche nei processi di vendita B2B: i buyer aziendali dimostrano sempre più esigenze simili a quelle dei consumatori finali e per i decision–maker l’esperienza del cliente assume un’importanza superiore anche al prezzo.

Ma per quanto l’86% dei B2B executives sia consapevole del valore della customer satisfaction, soltanto il 23% ha iniziato a implementare strategie efficaci per migliorare l’esperienza dei propri clienti. Ma quali possono essere gli ostacoli alla realizzazione di una valida strategia di customer experience? Per Accenture nel 48% dei casi è una questione di tempo: i manager non ne hanno a sufficienza per dedicarsi anche all’implementazione di una customer experience, nel 46% dei casi invece l’ostacolo è posto da processi non formalizzati e incompleti ma anche dal fatto che i CEO considerino prioritari altri obiettivi.
Ma negli ultimi 2 anni qualcosa è finalmente cambiato: la richiesta da parte dei clienti di un’efficace customer experience è cresciuta in modo esponenziale a tal punto da motivare le aziende a rivedere le proprie priorità.
I manager hanno così iniziato ad investire in alcune aree strategiche come processi e tool, formazione del personale, potenziamento dei contact center e dei sistemi di legacy di CRM.
Dietro ogni investimento c’è una consapevolezza ormai acquisita. Nel B2B come nel B2C il cliente è il vero ambasciatore del marchio: se è soddisfatto o se è deluso ne parlerà certamente con i propri colleghi, nelle riunioni aziendali, nelle pause caffé e in ogni altro momento di condivisione della propria giornata lavorativa.
Un passaparola che può rappresentare la fortuna o anche il danno di un’azienda: non c’è un destino predeterminato, si può scegliere di essere vincenti prendendo davvero a cuore i propri clienti, ascoltandone le reali esigenze e attuando le strategie migliori per essere sempre in linea con le loro aspettative.

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Il content marketing è l’arma vincente per vendere

 

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Una buona strategia di contenuti, un sito ben strutturato, una campagna Google efficace, un canale social ben gestito possono davvero cambiare il destino di un’azienda e fare la fortuna di un brand, assicurando sviluppo e nuovi clienti.

Il contenuto di qualità attrae visitatori, genera nuovi lead, fidelizza i clienti e li trasforma in promotori spontanei del brand. Ogni vincolo con il passato è spezzato: l’outbound marketing  tradizionale è sempre meno efficace e i messaggi pubblicitari che irrompono – spesso in modo invasivo – negli spazi del potenziale cliente non funzionano più. Nel web 2.0 “content is the king”: il contenuto di qualità come un potente  magnete attrae naturalmente i potenziali clienti, cattura la loro attenzione, fa nascere il desiderio di compiere azioni verso il brand: cercare informazioni sui prodotti e servizi, esprimere gradimento, acquistare.

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Il content marketing può generare lead in maniera tre volte superiore all’outbound marketing: una realtà che non lascia indifferenti i marketer e le aziende, investire nei contenuti è ormai diventata un’esigenza inderogabile.

Ma come realizzare un content marketing davvero efficace e utile a supportare le vendite?

Procediamo con ordine, metodo e simultaneità.

 

  1. STRATEGIA & TEMPO
    Una strategia efficace prevede una corretta gestione del tempo con iniziative da attuare a breve termine (come ad esempio post e blogging per esprimere un’intenzione momentanea riferita ad una particolare situazione)  e piani a lungo termine  (come ad esempio white paper ed e-book finalizzati magari a risolvere un particolare problema del proprio target).
  2. VISUAL & ANCORA VISUAL
    Gli utenti si fidano di quello che vedono. Implementare i contenuti visualè fondamentale: via libera a infografiche, grafici, cartoni animati e immagini accattivanti per raccontare la storia di un brand e conquistare nuovi clienti.
  3. MEZZI & DIFFUSIONE
    I mezzi devono essere in sintonia con i contenuti proposti e facilmente accessibili al pubblico di riferimento.  È importante ampliare le piattaforme di content marketingper una distribuzione dei contenuti a 360°: blog, video, landing page, social, newsletter, e-books, webinar.
  4. ANALISI & MONITORAGGIO
    La strategia di content marketing funziona? Occorre misurare le prestazioni dei contenuti proposti, capire come reagiscono gli utenti, individuare cosa togliere e cosa aggiungere. In 2 parole: Google Analytics!
  5. PARTNER & CONDIVISIONE
    Qualsiasi sia l’obiettivo avere o meno degli alleati può fare la differenza. È utile implementare nuove partnershipe scambio di adv con aziende e siti web che condividono lo stesso target della propria azienda.

 

Sono “best practices” semplici ma efficaci, è importante gestirle in simultaneità ed equilibrio per conquistare il premio più ambito nella “battle” con i competitor: la fiducia del cliente.

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