6 novembre 2015 Chiara Bilotta

Google mette il turbo: AMP è il nuovo progetto per un mobile web più veloce

Quante volte durante la tua navigazione da smartphone incroci pagine lente a caricarsi? Magari vuoi guardare un video o una grafica particolare: proprio in quel momento stai per decidere magari di tornare indietro e di rinunciare a visualizzare quel contenuto.
Perdi tempo, ti innervosisci e abbandoni la navigazione, dall’altra parte, invece, c’è l’editore di quel sito che dalla tua scelta sta perdendo un nuovo lettore. Un problema rilevante, principalmente per gli editori di testate giornalistiche on line, che ha fatto muovere tutti i protagonisti della rete verso la ricerca di una soluzione.


Amp, Accelerated Mobile Pages,   è il nuovo progetto di Google per migliorare la navigazione da mobile degli utenti.

Il progetto si basa su AMP HTML , si tratta di un framework aperto e sviluppato interamente sulla base di tecnologie web esistenti, che permette ai siti di costruire pagine web più leggere.

L’obiettivo di questa nuova tecnologia è il caricamento istantaneo di contenuti “pesanti” come grafiche, video, annunci pubblicitari sofisticati ma anche un linguaggio di codice più agile e valido su diverse piattaforme e dispositivi, senza distinzione tra un modello di tablet o smartphone e l’altro dell’utente.

Il formato AMP HTML in futuro sarà adottato da altri servizi Google, come ad esempio Google News, ma intanto l’azienda è in fase di trattativa con partner tecnologici come Twitter, Pinterest, WordPress.com, Chartbeat, Parse.ly, Adobe Analytics e LinkedIn. Trenta editori da tutto il mondo hanno partecipato al progetto, tra cui testate di rilievo come il The New York Times, il The Guardian, El Pais e La Stampa.
La parola chiave per AMP è “open source” : il progetto, infatti, punta ad offrire agli editori componenti condivise, in modo che possano concentrarsi sul contenuto utilizzando standard aperti e funzionanti e che hanno contribuito loro stessi a creare.

AMP per adesso è soltanto in una fase “developer preview”, la pubblicazione definitiva avverrà nel 2016, ma il traguardo è già ben delineato: un web più veloce e leggero per una “user experience” migliore e un futuro sostenibile per l’informazione digitale.

 

🔎fonte notizia: www.wired.it

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